Di foto analogiche e altre cose

Di foto analogiche e altre cose

7 maggio 2021

Ho trovato questa foto per caso, tra le decine e decine di album di fotografie riposte in un armadio di casa. Foto analogiche, quelle che si possono toccare, sfogliare, strappare. Quelle dei rullini, quelle che se sbagliavi inquadratura o esposizione non avresti più avuto una seconda chance. E forse era meglio così, forse una seconda chance non serviva. Buona la prima, una foto spontanea anche se leggermente mossa, sgranata, controluce.

E tra le mille foto che mio padre mi faceva, quando io ero più piccola e i miei genitori più giovani, quando la vita sembrava così piena di possibilità e io avevo paura, ma ero anche più coraggiosa. Ecco, tra quelle mille foto ho trovato questa e, per un nanosecondo, ho voluto essere la bambina ritratta in quella foto. Ho voluto quello sguardo aperto, sfrontato, quei capelli lucenti che ora mi limito a raccogliere perché troppo sfibrati, due orecchini eredità di un battesimo o una comunione, le guance rosse per il freddo e il fiatone, non un grammo di trucco ad affilare lo sguardo, non un grammo di grasso ad appesantire il passo, non una felicità finta da ostentare, ma una tristezza appena sbocciata che sarebbe cresciuta, ma anche la tristezza è bella appena nata.

Ho voluto essere quella bambina e mi sono anche un po’ innamorata di quella bambina e mi sono ricordata che in fondo sono io quella bambina, che sono io, o almeno lo ero, e quante volte mi sono dovuta perdere e quante volte ancora mi dovrò cercare in ogni angolo di mondo, in ogni sguardo e abbraccio. Quante volte ancora non mi riconoscerò e quante volte vorrò essere una me del passato che ho tanto faticato a cancellare nella speranza di un futuro che ora non vedo nemmeno.

Cosa ne hanno fatto di quella bambina? Quella stessa bambina che ogni giorno mi guarda allo specchio, ma non mi somiglia.
La guardo e sento il lacerante bisogno di salvarla, come se fosse a un passo da un baratro e io l’unica in grado di proteggerla da se stessa e dal mondo che la circonda e le si stringe attorno e la inghiotte.

È troppo tardi? Se ancora lì? Porta pazienza, piccola, corro a prenderti.


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Elisabetta Marini

SMM and Content Creator, part-time mermaid, hopeless writer
Lover of whales, anatomical hearts and Sylvia Plath
Based in Italy

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