I miei 3 giorni a Cracovia, tra la città vecchia, il quartiere ebraico e un salto nel passato comunista

19 maggio 2022

Dopo Sofia, ecco come continua il mio amore per l’Est. Sono stata a Cracovia per un totale di tre giorni durante le vacanze di Pasqua, in uno dei miei city breaks in solitaria. Desideravo da tempo visitare questa città e devo ammettere che Cracovia mi ha stregata, mi ha accolta con un tempo grigio e uggioso, profumo di formaggio fuso e carne alla brace proveniente dai mercatini accanto alla Piazza del Mercato, un clima freddo per essere aprile, ma che è riuscito a scaldarmi l’anima (o forse è stata la vodka). Cracovia è piccola, visitabile a piedi, bellissima in ogni angolo, con un passato e una storia da conoscere, prezzi accessibili (anzi, decisamente più accessibili rispetto al resto del Nord Europa) e atmosfere dell’est che fanno sognare paesi lontani e un passato diverso.

Cosa vedere a Cracovia in 3 giorni

Ho concentrato la visita del centro città il primo giorno, la zona del quartiere e dell’ex ghetto ebraico nel secondo, per poi dedicare il terzo giorno alla visita del Campo di Concentramento di Auschwitz-Birkenau e delle Miniere di Sale di Wieliczka.

Una cosa che consiglio vivamente a chiunque organizzi un viaggio a Cracovia (ma anche in qualsiasi altra città) è di non perdersi i Free Walking Tour. A Cracovia ce ne sono ogni giorno per tutti i gusti: dal tour del centro storico a quello del quartiere ebraico, da quello di Nowa Huta a quello della street art. Durano circa 2-3 ore, le guide sono bravissime e sono gratuiti (si può lasciare una mancia alla fine del tour). Per dare un’occhiata e prenotare, qui c’è il link: https://citywalkspoland.com

Giorno 1: Il centro storico

Cominciamo la giornata con una passeggiata per il centro storico di Cracovia, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 1978, di cui si dice che, oltre a gallerie, chiese e ristoranti, contenga il maggior numero di bar per metro quadro d’Europa.

Per una colazione in centro in un ambiente molto carino, tra luci soffuse e arredi medieval-chic (questa espressione me la sono inventata sul momento, ma secondo me ci sta) consiglio Café Camelot, dove ho mangiato delle brioche appena sfornate buonissime, ma dove si trovano anche colazioni salate e pranzi leggeri.

Café Camelot
Café Camelot
Café Camelot
Café Camelot

Rynek Główny, la piazza principale, e la Basilica di Santa Maria

Rynek Główny è il centro pulsante di Cracovia con la bellissima Basilica di Santa Maria a guardia della piazza. Ammirando la chiesa noterete che le sue due torri sono di diversa altezza: leggenda narra che vennero erette sotto il regno del principe Boleslao V il Casto nel XIII secolo. Il compito venne assegnato a due fratelli. Quando il più giovane si rese conto che il lavoro sulla torre a lui affidata procedeva più lentamente rispetto quello del maggiore, accoltellò il fratello per invidia e i lavori furono interrotti. L’assassino, in preda ai rimorsi di coscienza, il giorno della consacrazione dell’edificio si trafisse il cuore con un coltello e si gettò dalla cima della torre.

Altra curiosità: dalla torre più alta a ogni ora del giorno e della notte viene eseguita la melodia detta “hejnał”. Cinque note suonate per quattro volte (una per ogni punto cardinale) da un trombettiere affacciato da una finestrella della torre. Questa tradizione ha origine nel XII secolo, quando il trombettiere designato ad avvertire la città da pericoli e invasioni, vide l’avanzata dei Mongoli e cominciò suonare. Purtroppo non fece in tempo a terminare la melodia che venne trafitto dalla freccia di un soldato e morì, facendo appena in tempo ad avvertire la città del pericolo. Ancora oggi quindi si commemora questo evento. Guardando la chiesa e spostandovi sul lato destro, avrete una buona visione della finestrella da cui tutt’oggi si affaccia il trombettiere (ce n’è più di uno ovviamente) per suonare l’hejnał. Se agita la mano in segno di saluto vuol dire che avremo bel tempo!

Se la chiesa è già una meraviglia dall’esterno, l’interno lascia a bocca aperta, con il suo soffitto blu e le vetrate policrome e, in fondo all’abside, l’altare di Veit Stoss, un polittico in legno alto 13 m e largo 11, in cui è rappresentata la scena dell’Assunzione della Vergine circondata dagli apostoli. Lo scultore tedesco Veit Stoss ci impiegò 10 anni per completarlo, ultimandolo nel 1489 ed è tutt’oggi considerata l’opera d’arte medievale più importante dell’intera Polonia.

Basilica di Santa Maria
Basilica di Santa Maria
Altare di Veit Stoss
Altare di Veit Stoss

Fondaco dei Tessuti e Collegium Maius

Sempre nella Piazza del Mercato, troviamo il Fondaco dei Tessuti, una volta il fulcro del commercio dei tessuti a Cracovia. Ricostruito nel XVI secolo in stile rinascimentale dopo un incendio, oggi si trovano al suo interno negozi di souvenir e al piano di sopra una pinacoteca.

Da qui a poca distanza raggiungiamo il Collegium Maius, l’edificio universitario più antico della Polonia con un meraviglioso cortile porticato e un chiostro tardo-gotico che oggi ospita un museo sulla sua storia.

Passiamo davanti alla finestra papale, ovvero la finestra del Palazzo del Vescovo da cui era solito affacciarsi Papa Giovanni Paolo II durante le sue visite a Cracovia e su cui ora è affissa una sua foto.

Girando per Cracovia e leggendo o ascoltando le guide, noterete che il ruolo di Karol Wojtyła nella storia della città e di tutta la Polonia si manifesta in più occasioni, non solo per essere stato il primo papa polacco e il primo di lingua slava, ma anche per la sua azione politica contro il comunismo e l'oppressione politica negli stati dell’Unione Sovietica.

Fondaco dei Tessuti
Fondaco dei Tessuti
Fondaco dei Tessuti
Fondaco dei Tessuti

Pranzo con pierogi

Non vedevo l’ora di provare i tipici ravioli polacchi. A Cracovia si trovano un po’ dappertutto, io sono stata da Pierogarnia Krakowiacy, una catena sparsa per tutta la città in stile milk-bar, ovvero il nostro corrispettivo dei locali di quartiere self service e a buon prezzo, specializzata in pierogi, ma che offre anche zuppe tipiche e altri piatti polacchi.

Pierogarnia Krakowiacy
Pierogarnia Krakowiacy
Pierogi di Pierogarnia Krakowiacy
Pierogi di Pierogarnia Krakowiacy

Castello Reale del Wawel e il drago Smok

Con il free walking tour siamo partiti da Barbakan Krakówski, porta difensiva del 1490, un tempo collegata alle mura della città e oggi parte del museo storico cittadino, per poi attraversare la Piazza del Mercato, il Collegium Maius, passare per la Chiesa di Pietro e Paolo in stile barocco e giungere infine al Castello Reale del Wawel, dimora di re e regine dagli albori della nazione situato su una collinetta nella parte sud del centro storico della città.

Se non si ha intenzione di visitare l’interno del castello, vale comunque la pane visitarne l’esterno, passeggiando per il cortile e ammirando le guglie e torri che lo compongono.

All’interno si trova esposto il famoso dipinto La Dama con l’Ermellino di Leonardo Da Vinci.

Leggenda narra che Cracovia venne fondata sconfiggendo un drago. Si racconta che durante il regno del principe Krak, sotto la collina del Wawel vivesse un drago malvagio che seminava terrore tra gli abitanti della zona. Il re annunciò che chi avesse sconfitto il drago avrebbe avuto in sposa la figlia. Un povero e giovane ciabattino accettò la sfida e sconfisse il drago in arguzia: lasciò fuori dalla sua tana una pecora colma di zolfo, il drago cadde nel tranello, la mangiò e morì, ponendo fine al suo regno di terrore. In sua memoria, sulla riva del fiume a pochi metri dal castello, sorge la scultura di un drago che ogni pochi minuti sputa fuoco ed è diventata un’attrazione particolarmente apprezzata.

Castello Reale del Wawel
Castello Reale del Wawel

Cena da Kuchnia U Babci Maliny

Altro milk bar molto conosciuto, Kuchnia U Babci Maliny è un ristorantino polacco seminterrato nascosto in un cortile. Lo stile rustico, con le pareti in legno e la statua di una babushka con il matterello in mano vestita in abiti tradizionali a fare la guardia agli avventori, lo rende un posticino molto carino dove mangiare un boccone. Anche qui si ordina al bancone e si portano i piatti sporchi alla finestrella che dà sulla cucina, come in tutti i milk bar. Piatto forte della casa: zurek, ovvero zuppa acida di segale con salsicciotti servita in una scodella di pane.

Kuchnia U Babci Maliny
Kuchnia U Babci Maliny
Zurek da Kuchnia U Babci Maliny
Zurek da Kuchnia U Babci Maliny

Giorno 2: Kamizierz e Nowa Huta

Kazimierz: il quartiere ebraico

Oggi andiamo nella zona sud-est di Cracovia, sempre a poca distanza a piedi dal centro e sempre accodandomi a un Free Walking Tour. Prendo un caffé d’asporto e un paczki, un bombolone fritto ripieno di marmellata che troverete spesso in giro per la città (in particolare consiglio la catena Dobra Pączkarnia).

Kazimierz è nota per la sua vita notturna e per essere stata scelta come ambientazione per il film di Steven Spielberg Schindler’s List.

Fondata sette secoli fa da Casimiro III come cittadina a maggioranza cristiana, pian piano si popola sempre più degli ebrei cacciati da Cracovia e poi dal resto d’Europa. Nel periodo nazista viene designata come zona dove costruire il ghetto, per poi diventare un quartiere dimenticato e povero durante l’epoca comunista che riacquisterà fama proprio grazie al film Schindler’s List. Adesso Kamizierz è un quartiere pieno di vita e locali, molto quotato dai giovani dove vivere e trascorrere le serate in compagnia. 

Qui troviamo la Vecchia Sinagoga, sede del Museo Ebraico, altre sinagoghe sparse per il quartiere e il Museo Ebraico della Galizia.

Schindler's List Passage
Schindler's List Passage
Kazimierz
Kazimierz

Pranzo con zapiekanka, la “pizza polacca”

Centro nevralgico del quartiere è Plac Nowy, dove il sabato e la domenica mattina si tiene il mercato delle pulci e dove al centro si trova l’Okraglak, un punto di ristoro dove è possibile assaggiare la zapiekanka, la cosiddetta “pizza polacca”, una baguette tagliata a metà condita con i più svariati ingredienti e servita bollente (vi daranno addirittura un bavaglino di carta per non sporcarvi).

Per una birra in un bar molto carino e particolare proprio in Plac Nowy consiglio Alchemia, un locale dagli interni in legno, decorato con cura, con tavoli rotondi, centrini e candele che ricordano altri tempi in un’atmosfera intima e accogliente.

Zapiekanka
Zapiekanka
Alchemia
Alchemia

Podgorzé: l'ex ghetto ebraico

Da Kazimierz andiamo verso Podgorzé, quartere operario dove si trova l’ex ghetto ebraico e la Fabbrica di Oskar Schindler, oggi visitabile. Al suo fianco è presente il MOCAK, il Museo di Arte Contemporanea di Cracovia.

A Podgorzé troviamo anche la Farmacia sotto l’Aquila, una farmacia non più in attività diventata museo, il cui interno è un’immagine speculare di una farmacia degli anni ’40. Questa struttura è famosa per il suo proprietario, Tadeusz Pankiewicz, che durante il periodo nazista rese disponibile la farmacia per riunioni clandestine e come punto d’appoggio per gli abitanti del ghetto.

Nowa Huta: l’esempio perfetto di architettura popolare comunista

Prendiamo il tram diretto da Kamizierz a Nowa Huta, quartiere a 6 km dalla Città Vecchia e scendiamo in Piazza Ronald Reagan, l’ex Plac Centralny dove un tempo sorgeva la statua di Lenin.

Nowa Huta, infatti, venne costruita nel 1949 con l’obiettivo di creare un quartiere “ideale”, secondo i dettami del regime socialista. Questo quartiere residenziale sorge attorno a una gigantesca acciaieria (Nowa Huta significa Nuova Acciaieria). Furono però proprio gli operai a creare problemi al regime, prima protestando per poter avere una chiesa nel quartiere e poi tentando di abbattere la statua di Lenin situata nella piazza centrale. In poco tempo Nowa Huta divenne la roccaforte di Solidarność, il sindacato che alla fine abbatté il regime.

Da Piazza Ronald Reagan, ci avviamo lungo il Viale delle Rose. La sensazione è quella di trovarsi in una città quasi distopica, con strade larghe e dritte, palazzi squadrati dai colori neutri, insegne razionalistiche. Passiamo per il Teatro del Popolo (Teatr Ludowy)  e l’Arka Pana, la prima chiesa di Nowa Huta voluta dall’allora vescovo Karol Wojtyła nel ’77, due costruzioni diverse tra di loro, ma accomunate da uno stile lineare.
Arka Pana, in particolare, è una chiesa unica nel suo genere, che mi ha ricordato, nella sua particolarità, la chiesa Hallgrímskirkja a Reykjavík in Islanda.

Non ci sono molte attrazioni oltre a quelle già elencate a Nowa Huta, ma è interessante vedere con i proprio occhi quello che è un esempio perfettamente conservato di architettura popolare comunista.

Teatr Ludowy, Nowa Huta
Teatr Ludowy, Nowa Huta
Nowa Huta
Nowa Huta
Arka Pana
Arka Pana
Arka Pana
Arka Pana

Cena da Tradycyjne Polskie Smaki Kuchnia

Altro giro, altra corsa, altro milk bar in cui ho mangiato pierogi e tipicità locali, come la kotlet schabowy, ovvero cotoletta impanata e fritta.

Giorno 3: Miniere di Sale di Wieliczka e Campo di Concentramento di Auschwitz-Birkenau 

Visitare in autonomia le Miniere di Wieliczka e il campo di Auschwitz-Birkenau senza un’auto è praticamente impossibile, non solo per le distanze, ma anche perché le visite obbligatoriamente guidate hanno una durata di circa 2-3 ore. Mi sono affidata ad un tour organizzato (nel dettaglio questo tour trovato su GetYourGuide) che si è occupato dell’acquisto dei biglietti e degli spostamenti. In 10 ore siamo riusciti a vedere entrambi i posti con una brevissima pausa per il pranzo.

In caso ci si volesse organizzare in autonomia, ma senza noleggiare un auto, consiglio di dedicare una giornata ad Auschwitz-Birkenau e una alle miniere. Io per mancanza di tempo ho voluto accorpare il tutto in un giorno.

Visita alle Miniere di Sale di Wieliczka

Siamo partiti con la visita alle miniere di sale che si trovano nella città di Wieliczka a mezz’ora di strada dal centro di Cracovia. Il tour dura un paio d’ore per un totale di 3 km di camminata lungo quello che è solo il 2% dei cunicoli visitabili delle miniere. Il totale dei km scavati sono infatti 245 circa! Il biglietto è un po’ caro: 119 PLN, ovvero 25 euro, ma a mio parere ne vale la pena, è un posto unico nel suo genere (o almeno l’unico che io abbia visitato di simile).

Si comincia la visita scendendo con una scala fino al primo livello a 64 m di profondità, per poi scendere nuovamente al secondo livello a 90 m e infine al terzo a 135 m. Il ritorno in superficie, per fortuna, avviene con l’ascensore!

Non c’è il rischio di soffrire di claustrofobia, i corridoi sono grandi e ben areati e le temperature sono costanti a 17-18°C.

Miniere di Sale di Wieliczka
Miniere di Sale di Wieliczka
Miniere di Sale di Wieliczka
Miniere di Sale di Wieliczka

Iscritto nel 1978 nella Lista del Patrimonio UNESCO, la nascita delle miniere di sale di Wieliczka risale al Medioevo, ma già nel XIII secolo era conosciuta come il più grande centro per la produzione del sale di tutta la Polonia e ricopriva un ruolo di fondamentale importanza per l’economia del Paese. Tra lunghi corridoi, laghi salati e le opere d’arte create dai minatori-scultori, troviamo delle sale di incredibile bellezza. Nella miniera ci sono oltre 2000 camere, infatti, ma solo alcune sono visitabili. La sala più conosciuta e sicuramente la più incredibile è la Cappella di Santa Cunegonda, una sala immensa, completamente di sale, con sculture e lampadari meravigliosi che pendono dal soffitto. Anche lei da sola varrebbe la visita.

All’interno delle miniere troviamo due gift shop e persino un ristorante e una sala per eventi, ma per noi è il momento di risalire verso la prossima tappa.

Miniere di Sale di Wieliczka
Miniere di Sale di Wieliczka
Miniere di Sale di Wieliczka
Miniere di Sale di Wieliczka

Campo di Concentramento di Auschwitz-Birkenau

Del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau racconterò qui solo i dettagli tecnici. Nei miei articoli non voglio limitarmi a una sterile descrizione dei luoghi e delle esperienze, ma il mio obiettivo è cercare di trasmettere di quello che ha significato per me una città, un posto, un evento. Voglio raccontare le mie sensazioni, sperando di trasmettere tutta la bellezza e la malinconia di un mondo incredibile, nel bene e nel male.

Il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau si trova nella città di Oświęcim, a circa 60 km da Cracovia. È raggiungibile in auto o in treno e l’entrata è gratuita, ma è necessario prenotare, in quanto la visita si svolge obbligatoriamente accompagnati da una guida. Si comincia con la visita al campo di Auschwitz, al cui interno si trova il museo, per poi andare fino a Birkenau, a qualche km di distanza (c’è un bus che fa la spola tra i due campi). 

Per leggere di più sulla mia esperienza nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, clicca qui: Sentirsi inutili di fronte alle atrocità del mondo: Visita al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau


La mia fuga di tre giorni a Cracovia si conclude con una tappa imprescindibile: birra e vodka da Pijalnia Wódki i Piwa, una catena di bar economici, ma dall’atmosfera tipica e rilassata, la cui specialità sono gli shottini di vodka (liscia o, più comunemente, aromatizzata), ma anche cocktail e birre. Qui è anche possibile cenare con un sandwich o delle aringhe sott’olio (le ho provate e sono buone).

Essendomi recata a Cracovia durante le vacanze di Pasqua, ci sono diverse cose che non ho visto, ma che non ho dubbi valga la pena visitare e che riserverò per una prossima visita, tra cui il Museo Ebraico della Galizia, la Vecchia Sinagoga e il Museo Ebraico, il MOCAK e la Fabbrica di Schindler.

Quindi non ci resta che rivederci, Cracovia, a presto! Do zobaczenia Kraków, dzięki za wszystko!

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Elisabetta Marini

SMM and Content Creator, part-time mermaid, hopeless writer
Lover of whales, anatomical hearts and Sylvia Plath
Based in Italy

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