Itinerario di 10 giorni in Bulgaria, da Sofia al Mar Nero

6 agosto 2022

Bulgaria, come faccio a definirti? Come faccio a dare una definizione alle tue montagne, a tutto quel verde che non mi aspettavo guardando dal finestrino, macinando chilometri su chilometri, tra sterminati campi di girasole, paesini sperduti, stazioni di servizio, monasteri, monumenti brutalisti, casette in legno, moschee.

Come faccio a definire la sensazione di libertà, di affetto, di frustrazione, di impotenza che ho provato? La difficoltà nel farsi capire, l’incertezza, il non sapere se alla prossima tappa ci sarei arrivata davvero o se la direzione di quel minibus anni ’80 era quella giusta.

Come faccio a non amare una città con una metro costruita tra le rovine romane, con una moschea, un museo, una cattedrale e una chiesa russo-ortodossa a poche centinaia di metri di distanza?

E Plovdiv, i bar di Kapana, le case-museo in stile Rinascita Nazionale, quel teatro all’aperto dove ho visto un balletto dal vivo.

Veliko Tărnovo, questa cittadina arroccata sul fianco di un monte, con la fortezza a guardia delle sue stradine acciottolate, dei suoi negozi, dei vecchietti seduti al bar.

Nesebăr con quell’aria da “Riviera”, i negozietti tutti uguali che vendono infradito, teli mare e souvenir, le spiagge affollate, il mare tiepido e tranquillo, i ristoranti di pesce, le chiese-museo in mattoni, le terrazze.

La cattedrale di Varna con le sue cupole dorate e le fontane, la spiaggia (sempre troppo affollata per i miei gusti).

E tutte le persone incontrate, le chiacchiere negli ostelli, spiegarsi a gesti e con poche parole bulgaro-inglesi, cercare di imparare a dire grazie in bulgaro - blagodarya - ma scoprire che si usa dire “merci”, che è anche più facile.

Come faccio a spiegare tutto questo, qui dal bar di un aeroporto, mentre aspetto di tornare alla quotidianità? Cercherò di trovare le parole, perché è l’unico modo che conosco per ricordare e per rendere giustizia alle esperienze che mi cambiano, tirando fuori quello che forse sono sempre stata e quello che voglio diventare.

Grazie Bulgaria per aver costruito un altro pezzetto di me.

Sofia, Bulgaria
Sofia, Bulgaria
Sofia, Bulgaria
Sofia, Bulgaria

Come ho scritto nell’articolo Viaggio in Bulgaria: cosa sapere prima di partire e consigli per girare il Paese in autonomia: 

Avevo lasciato il mio cuore in Bulgaria nel 2019, durante il mio primo viaggio in solitaria, in un weekend lungo di inizio novembre a Sofia. Ho deciso di tornare nel 2022 per visitare le città dell’entroterra e sulla costa del Mar Nero, per scoprire la Bulgaria meno conosciuta e più autentica. 

In questo itinerario ho quindi voluto includere anche il mio primo viaggio in Bulgaria, un weekend dedicato alla capitale, Sofia, al Monastero di Rila e alla Chiesa di Boyana, entrambi a poca distanza e visitabili durante una gita in giornata.

Per seguire questo itinerario, quindi, sono necessari almeno 10 giorni pieni, di meno se si viaggia in auto e quindi si è più liberi con gli spostamenti, di più se ci si vuole rilassare qualche giorno sulle coste del Mar Nero o facendo altre gite nei dintorni delle città principali.

Cosa vedere in Bulgaria in 10 giorni

Giorno 1 e 2: Sofia, Monastero di Rila e Chiesa di Boyana

Questo è l’itinerario che consiglio a chi abbia solo un weekend da dedicare alla Bulgaria: Scoprire Sofia in un weekend, la città bulgara che è più di quello che sembra

In alternativa, al posto del Monastero di Rila e la Chiesa di Boyana, anche Plovdiv è una bellissima gita in giornata da Sofia.

Giorno 3: Veliko Tărnovo

A 4 ore di autobus da Sofia, Veliko Tărnovo è un’incantevole cittadina medievale arroccata su una collina, sormontata dalla bellissima Fortezza di Tsaverets a guardia delle tranquille stradine lastricate e botteghe artigiane del centro storico.
Antica capitale del Paese, oggi Veliko Tărnovo è sede della seconda maggiore università bulgara, nonché meta gettonata dai backpacker che da Bucharest fanno tappa prima di arrivare a Istanbul.

Dedicate almeno un’intera giornata a Veliko Tărnovo, visitando la Fortezza e poi Samovodska Charshiya, una stradina zeppa di botteghe artigiane dove acquistare prodotti locali (ad esempio oggetti di antiquariato, ceramiche e pellame).

Qui ho alloggiato presso Hostel Mostel, una catena di ostelli che si trova nelle principali città bulgare. Quello di Veliko Tărnovo si trova a 10 minuti dal centro città, ma molto vicino alla fortezza medievale di Tsaverets.

Veliko Tărnovo
Veliko Tărnovo
Veliko Tărnovo
Veliko Tărnovo

Dove mangiare a Veliko Tărnovo?

  • Stratilat: locale turistico da cui si scorge una vista pazzesca sui tetti della città. Lo consiglio per una colazione o una merenda.
  • Снек-бар "Малкия Интер”: non so se sia l’arredo all’interno o la terrazza esterna a piacermi di più di questo locale scovato per caso. L’accozzaglia di oggetti che decorano le pareti e il soffitto lo rendono il posto ideale dove cenare. Non solo piatti tipici, qui troviamo anche noodles, pollo fritto e altre pietanze buone e a prezzi modici.

Un altro posto che mi è stato consigliato, ma che non ho provato è Shtastliveca ("The Lucky One”) Restaurant. 

Veliko Tărnovo
Veliko Tărnovo
Fortezza di Tsaverets
Fortezza di Tsaverets

Giorno 4: Shipka Memorial Church e Buzludža Monument

Se avete noleggiato una macchina, questa è la gita ideale per una mezza giornata fuori dagli itinerari turistici. Da Veliko Tărnovo si prosegue a sud in direzione Shipka, una cittadina priva di particolari attrattive, a eccezione della meravigliosa Shipka Memorial Church, chiesa costruita nel 1902 in memoria dei soldati che persero la vita durante il conflitto russo-turco di fine ‘800.
Questo edificio ispirato all’architettura russa, dai colori bianco e rosso e le cupole a cipolla dorate, emana un fascino fiabesco che, ne sono certa, riuscirà a incantarvi.

A poca distanza, cambiamo completamente genere e troviamo il Monumento di Buzludža, un’antica sala delle assemblee  in cemento di epoca comunista, oggi completamente in abbandono che sembra un’astronave UFO atterrata nel bel mezzo della Bulgaria.

Raggiungerla con i mezzi è difficile, ma non impossibile. Ho conosciuto in ostello un ragazzo che, arrivato nelle vicinanze con l’autobus, ha poi raggiunto il monumento percorrendo un trekking di 10 km in salita. Un’alternativa alla macchina può essere quella di prendere un autobus fino alla città più vicina e poi un taxi. Il motivo per cui ho scelto di non noleggiare un auto è che su internet avevo letto che la strada per arrivare a Buzludža era molto dissestata e volevo evitare di trovarmi nel bel mezzo del nulla, da sola e magari senza rete sul cellulare.

La mia scelta è stata chiedere a un tassista di portarmi fino al monumento, passando prima per la Shipka Memorial Church (pagando una cifra alta, ma molto inferiore rispetto ai tour giornalieri in partenza da Sofia. Per farvi capire, 75 euro invece di 160). Col senno di poi, avrei forse optato per noleggiare una macchina dato che una delle due strade per arrivare a Buzludža non è per nulla dissestata. 

Vale la pena pagare un taxi privato, noleggiare un auto, perdere ore sui mezzi o fare un trekking di 10 km per vedere il monumento? Lo saprei se il tassista non si fosse rifiutato di salire fino al monumento che ho potuto ammirare solo da distante, ma, in conclusione, per quanto mi riguarda, sì, ne vale la pena. La Shipka Memorial Church e il Buzludža Monument sono tra gli edifici più unici e affascinanti che vedrete nel vostro viaggio in Bulgaria.

Shipka Memorial Church
Shipka Memorial Church
Buzludža Monument
Buzludža Monument

Giorno 5 e 6: Plovdiv

Anche Plovdiv, come Veliko Tărnovo, è una cittadina di una bellezza antica che merita una tappa. Più vivace dell’ex capitale bulgara, Plovdiv è stata nominata Capitale Europea della Cultura nel 2019, e a ben ragione, vista la sua lunga storia, le opere architettoniche e gli eventi che la animano tutto l’anno. 

Plovdiv si divide tra la Città Vecchia, stradine acciottolate da cui si affacciano sontuose case del periodo della Rinascita Nazionale e Kapana, la zona degli artisti, ricca di bar e locali, street art e negozi.

Tra le cose da vedere, sicuramente il Teatro Romano, costruito nel II secolo dall’Imperatore Traiano e rinvenuto solo nel 1972, dove tutt’oggi si tengono spettacoli. Ho avuto la fortuna di poter vedere in questa splendida cornice il balletto di Anna Karenina di Čajkovskij: un’esperienza incredibile.

Una visita la meritano anche le Case Museo risalenti al periodo della Rinascita Nazionale, ovvero il periodo che fece seguito alla dominazione ottomana nel XIX secolo e che vide rifiorire le arti, la letteratura e l’architettura bulgara. Questi edifici in stile barocco con le decorazioni in legno e i caratteristici piani superiori più ampi del piano terra (il motivo è per avere più spazio acquistando meno terreno) sono particolarmente caratteristici di alcune città bulgare oltre a Plovdiv, come Koprivshtitsa, Zheravna, Melnik e Bansko.

Tra le diverse case museo, consiglio una visita alla Casa Hindlian: fate caso alla fontana da cui sgorga acqua alle rose presente al secondo piano!

A Plovdiv ho soggiornato nel bellissimo Boutique Hostel Old Plovdiv, un ostello in piena città vecchia dagli interni in legno di fine ‘800 restaurati e, cosa non da poco, senza letti a castello. Lo consiglio spassionatamente!

Teatro Romano di Plodviv
Teatro Romano di Plodviv
Case in stile Rinascita Nazionale di Plodviv
Case in stile Rinascita Nazionale di Plodviv

Dove mangiare a Plovdiv?

  • Restaurant Citizens Club: locale conviviale dove ho gustato un buonissimo kawarma di pollo (stufato di carne e verdure cotto all’interno di un vaso di terracotta chiamato Gyuvetche).
  • Pavaj: situato nella zona pedonale di Kapana, questo ristorante è consigliatissimo e sempre pieno. I piatti sono abbondanti, gustosi e i prezzi giusti.

Altri posti che mi sono stati consigliati, ma che non ho provato sono:

St. Konstantin and Elena Church
St. Konstantin and Elena Church
Kapana, Plodviv
Kapana, Plodviv

Giorno 7: Nesebăr

Da Plovdiv ho deciso di spostarmi sul Mar Nero, precisamente a Nesebăr, una cittadina dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO a 37 km da Burgas, arroccata su un affioramento roccioso e collegata alla terraferma da un istmo artificiale. Dopo aver fatto delle ricerche online, decido di non fermarmi a Sozopol o a Burgas, ma di visitare Nesebăr, riposarmi per un giorno sulla spiaggia più famosa della Bulgaria, la lunga striscia di sabbia chiamata Sunny Beach e poi fare tappa a Varna, la perla del Mar Nero, prima di percorrere le 8 ore di autobus che mi separano da Sofia.

Una cosa che mi ha stupito è come siano diverse le città delle costa rispetto a quelle dell’entroterra. Appena scesa dall’autobus a Nesebăr, mi sembra quasi di essere tornata in Italia, in una località come Rimini o Jesolo: viali alberati, negozi di articoli marittimi e souvenir, street food e locali da spiaggia iper-turistici. 

Nesebăr
Nesebăr
Nesebăr
Nesebăr

Ho alloggiato sulla terraferma presso la Guest Rooms Kostovi e devo dire che anche qui mi sono trovata molto bene.

Poi, la sera, ho percorso il ponte che unisce l’entroterra al centro storico di Nesebăr, perdendomi tra stradine acciottolate che pullulano di negozi di souvenir, bar e ristorantini. Chiesette in mattoni sbucano a ogni angolo (una volta dovevano essercene circa 80) e sulla lingua di sassi sfiorata dal mare, c’è chi prende il sole o chi si gode un po’ di refrigerio in acqua. Non resta che esplorarla con calma e poi dirigersi verso un ristorante e sedersi in uno dei tanti tavoli che danno direttamente sul mare, godendosi il tramonto con un bicchiere di vino e un piatto di pesce fresco.

A Nesebăr ho cenato da Zlatnoto Runo: vale la pena cenare in questo ristorante anche solo per la vista sul mare. Gustare un piatto di pesce accompagnato da un buon bicchiere di vino (magari della zona) mentre il sole tramonta sul mare e i locali accendono le luci che si riflettono sull’acqua è un'esperienza imperdibili a Nesebăr.

Un altro posto che mi è stato consigliato per una cena di pesce, ma che non ho provato, è Plakamoto.

Nesebăr
Nesebăr
Vista dal Ristorante Zlatnoto Runo a Nesebăr
Vista dal Ristorante Zlatnoto Runo a Nesebăr

Giorno 8: Sunny Beach

Non potevo tornare in Italia senza prima aver fatto il bagno nel Mar Nero. Se avessi avuto più tempo e un mezzo proprio, avrei cercato qualche spiaggia poco turistica e nascosta, ma alloggiando a pochi metri da Sunny Beach, ho deciso di limitarmi a qualche ora di “turistico relax” sulla più grande località balneare della Bulgaria, una spiaggia appositamente costruita a scopo turistico, una Riviera Bulgara, insomma, nonché uno dei luoghi più costosi di tutto il paese.

Sunny Beach è il luogo che meno mi ha entusiasmato del mio viaggio in Bulgaria, è il meno autentico, ma allo stesso tempo uno specchio del turismo “all inclusive” bulgaro.

Giorno 9: Varna

Da Nesebăr a Varna si impiegano un paio d’ore. Terza città bulgara in ordine di importanza, nonché capitale marittima della Bulgaria, città cosmopolita di mare, qui si respira un’aria diversa da Sofia, quasi che la salsedine ricopra tutto con la sua patina di leggerezza e divertimento, a dispetto della tradizione.

Punto di riferimento di Varna è la sua Cattedrale con le cupole dorate a cipolla, gli affreschi e le vetrate istoriate all’interno. Date un’occhiata alle rovine delle terme romane (anche solo da fuori) per poi fare due passi sul lungomare.

Piccola chicca per gli appassionati di brutalismo sovietico: a 20 minuti di autobus dal centro di Varna si trova il Monumento all'amicizia bulgaro-sovietica, un’imponente struttura situata su una collina che rappresenta un enorme gabbiano in volo, sulle cui ali tre donne bulgare accolgono quattro soldati sovietici.

Cattedrale di Varna
Cattedrale di Varna
Monumento all'amicizia bulgaro-sovietica a Varna
Monumento all'amicizia bulgaro-sovietica a Varna

A Varna ho soggiornato al Nomado Hostel, a pochi passi dalla Cattedrale e dal centro.

Per cena, invece, sono stata all’Orient Turkish Restaurant, locale consigliatissimo della città dove ho mangiato un shish kebab (spiedini d’agnello) con insalata a base di cipolla, cetrioli, pomodoro, peperoni e prezzemolo tagliati finemente e lahmacun, la pizza turca.

Altri posti che mi sono stati consigliati, ma che non ho provato sono:

Spiaggia di Varna
Spiaggia di Varna
Varna
Varna

Il viaggio da Varna a Sofia impiega circa 8 ore in autobus e costa circa 18 euro. In alternativa si può prendere l’aereo o il treno (magari un notturno così da non perdere la giornata).

E qui ritorniamo al punto di partenza: Scoprire Sofia in un weekend, la città bulgara che è più di quello che sembra 

Spero che questo itinerario sia di ispirazione per il vostro prossimo viaggio in Bulgaria. Per ogni domanda, dubbio o curiosità sono qui!

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Elisabetta Marini

SMM and Content Creator, part-time mermaid, hopeless writer
Lover of whales, anatomical hearts and Sylvia Plath
Based in Italy

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