Itinerario di 3 giorni a Lisbona: pasteis de nata, miradouros, sole e saudade

31 gennaio 2021

Pensieri sparsi su Lisbona: la luce sulle facciate delle case, i panni stesi, i pasteis de nata, la pelle bruciata a inizio ottobre, lo zaino sulle spalle, i coloratissimi murales, salire sui miradouros e bersi una coca cola guardando il tramonto, passeggiare lungo il Tago, sedersi e ascoltare i musicisti di strada, parlare solo con persone mai conosciute prima, perdersi tra i vicoli dell’Alfama.

Il 2020 è stato per me un anno fatto di pocchissimi viaggi, tanti rimorsi, rabbia, ansia, ma anche di consapevolezza. Questo viaggio è stato il mio primo viaggio al tempo del COVID, il primo viaggio zaino in spalla e il secondo viaggio in solitaria. Ho trascorso in tutto 8 giorni in Portogallo, tra Lisbona, Sintra e Cascais. Sono partita con le prenotazioni degli ostelli e poche idee in testa su quello che avrei voluto vedere, mangiare, visitare. Dopo aver letto tantissimi articoli, guide, itinerari, recensioni, ho trascritto tutti i miei appunti sulle note dell'iPhone, ho popolato Google Maps di segnaposti e sono salita sull'aereo ancora meravigliata dal fatto che fossi finalmente in procinto di toccare terra straniera, seppur così vicina.

La verità è che Lisbona e le città limitrofe che ho visitato mi hanno stregata e mi sono rimaste attaccate alla pelle come il sole di ottobre che mi ha bruciato le spalle. Questo articolo è la mia piccola dichiarazione d’amore a questa nazione piena di vita e di bellezza in cui spero di poter tornare presto.

Spero che questo itinerario creato alla giornata riesca a far trasparire tutto quello che mi ha donato questa città, in un anno immobile dove mi sono sentita spesso infelice e atrofizzata. Lisbona mi ha fatto capire quello che sapevo da sempre e che non ho ammesso mai, che non sono sola perché ho tutto il mondo che mi aspetta.

Giorno 1: Chiado e Alfama

Cominciamo la giornata con i buonissimi pasteis de nata, pasticcini tipici portoghesi a base di pasta sfoglia e una crema di uova e panna, presso la Confeitaria Nacional, locale storico situato in pieno centro, precisamente nel quartiere Chiado. Un’altra leccornia che consiglio è la Bola de Berlim, una specie di krapfen ripieno di una crema paradisiaca o, per una colazione salata, i tipici pasteis de bachalau, polpette di baccalà fritte.

La zona più centrale di Lisbona comprende i quartieri dell'Alfama, Baixa, Chiado e Bairro Alto. Dalla Confeitaria Nacional, proseguiamo a piedi passeggiando per Rua Augusta, la via principale che porta a Praça do Comércio, affacciata sul fiume Tago. Una delle cose che ho amato di più è stato assistere al tramonto, seduta sui gradini che danno sull’acqua, ascoltando i musicisti di strada e sentendo l’aria che pian piano si fa sempre più fredda.

Pasteis de nata
Pasteis de nata
Sé di Lisbona
Sé di Lisbona

Da qui possiamo esplorare il quartiere dell’Alfama, una delle zone più antiche di Lisbona. Le sue strade acciottolate ricche di vicoli e scorci nascosti sono il posto perfetto per relegare guida e Google Maps nella borsa e lasciarsi guidare dal semplice istinto e dalla voglia di esplorare.
In questo quartiere si trovano due attrazioni in cui vale la pena fermarsi: la prima è la Igreja de São Vicente de Fora, una chiesa ricca dei tipici e meravigliosi azulejos (le tipiche piastrelle in ceramica portoghesi) con una vista dal tetto da fare invidia a qualsiasi miradouro della città.
La seconda attrazione è la cattedrale, ovvero la Sé di Lisbona.

Miradouro das Portas do Sol
Miradouro das Portas do Sol
Fado Vadio
Fado Vadio
Alfama
Alfama
Alfama
Alfama

Lisbona è ricca di luoghi dove far riposare il corpo e la vista: i miradouros sono delle vere e proprie terrazze panoramiche. Quelli che ho maggiormente apprezzato sono il Miradouro de Santa Luzia e il Miradouro das Portas do Sol, entrambi nel quartiere dell’Alfama, il Miradouro de São Pedro de Alcântara nel quartiere Chiado e il Miradouro da Graça, nel quartiere Mouraria.

Uno dei locali più famosi dell’Alfama dove mangiare del cibo tipico è Tia Natercia, un posticino minuscolo gestito da un’anziana signora dove per trovare un tavolo è indispensabile prenotare. Non avendo prenotato, ho pranzato con bacalhau à Braz (piatto a base di baccalà, patate, cipolla e uova) presso il ristorante O Carvoeiro, a pochi passi.

Nel pomeriggio, prendiamo l’autobus per raggiungere il Museo Nacional do Azulejo, museo interamente dedicato alle famose piastrelle in ceramica tipiche della tradizione portoghese. L’attrazione più famosa presente nel museo è sicuramente il murales lungo 23 metri e composto da oltre 1.300 maioliche bianche e blu risalenti al 1738.
Il Museo è chiuso il lunedì e gratuito la domenica.

Tornando verso il centro, ovvero verso il quartiere Baixa-Chiado, una tappa immancabile per gli appassionati è la Livraria Bertrand, la libreria in attività più antica del mondo. Sebbene l'interno non denoti alcuna particolarità, si tratta di una libreria molto fornita dove trovare libri in lingua portoghese, libri illustrati sulla città o altri souvenir letterari.
Se siete invece appassionati di libri antichi o di seconda mano, dal lato opposto della strada, troverete la Livraria Sá da Costa, un vero labirinto in cui perdersi tra pile e pile di libri di seconda mano in ogni lingua, colore e dimensione.

Bacalhau à Braz
Bacalhau à Braz
Naco na Pedra
Naco na Pedra

Per una cena all’insegna della carne, uno dei posti che mi sento di consigliare caldamente è il Restaurante Os Cabaças, un ristorantino piccolo e accogliente dove spesso è necessario aspettarre anche delle ore per trovare un posto, la cui specialità è il “naco na pedra”: carne cruda servita su un tagliere di legno con pietra infuocata per la cottura al momento, accompagnata da ciotole con varie salse e patate fritte. Uno delle cene migliori del mio soggiorno in Portogallo.

Giorno 2: Convento do Carmo e quartiere Mouraria 

Cominciamo con una colazione a base di pasteis de nata (di nuovo) presso la Fabrica de Nata in Rua Augusta per poi dirigerci verso il Convento do Carmo, nel quartiere Chiado. Una delle vicende storiche che più destabilizzò Lisbona fu il tremendo terremoto che nel 1755 distrusse parte della città e una delle architetture più affascinanti dove il tempo sembra essersi fermato da quel fatto sconvolgente è proprio il Convento do Carmo, di cui rimangono solo le rovine. Aggirarsi tra queste mura senza tetto, ammirando gli archi superstiti è uno dei ricordi più cari del mio soggiorno in questa città. Ad accogliervi all'ingresso troverete un simpatico gattino che, ormai abituato ai turisti, si lascerà accarezzare volentieri.

Convento do Carmo
Convento do Carmo
As Bifanas do Afonso
As Bifanas do Afonso

Per arrivare al convento si può scegliere di salire a piedi o di utilizzare il famosissimo Elevador de Santa Justa, dalla cui cima si ha una vista su tutta la città. Personalmente ho preferito salire a piedi, dato che i molti miradouros della città sono gratuiti e offrono un panorama comparabile. Il biglietto per l'Elevador è comunque incluso nel caso in cui si acquisti la Lisboa Card.

Dal convento saliamo verso il quartiere Mouraria, il quartiere multietnico di Lisbona, dove si possono ammirare delle opere di street art davvero meravigliose salendo verso il Miradouro do Graça.

Pranzo veloce con la bifana do Afonso, il panino tipico portoghese a base di carne di maiale marinata e con un panino con leitao (maialino) presso il rinomato locale Nova Pombalina.

Nel pomeriggio ci allontaniamo un po’ dal centro a caccia di street art presso la fermata della metro Picoas e ne approfittiamo per cenare in un’osteria tipica frequentata da portoghesi, Floresta da Estefania, dove ho potuto assaggiare il polvo à lagareiro (polpo alla frantoiana, lessato con cipolla, aglio e abbondante olio, servito con patate lesse).

Giorno 3: Belém e LX Factory

Dopo una prima colazione al Café a Brasileria, uno dei più antichi e famosi caffè di Lisbona in stile Art déco, saliamo sul famigerato tram 15 in direzione Belém, quartiere un po’ fuori dal centro della città, antica sede di moli e cantieri navali, da cui partivano le navi dirette in Asia, Africa e America.

Tra le attrazioni principali di Belém troviamo il Mosteiro dos Jerónimos, edificio in stile manuelino dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, costruito nel XVI secolo per celebrare il ritorno in Portogallo di Vasco de Gama dall’Oriente. All'interno della chiesa, il cui accesso è gratuito al contrario del resto del monastero, troviamo la tomba del famoso esploratore.

Monastero dos Jerónimos
Monastero dos Jerónimos
Torre de Belém
Torre de Belém

Dopo una merenda a base di pasteis de Belém, i pasteis più famosi e alcuni ritengono più buoni di Lisbona, affianchiamo il Tago, passando dal Monumento alle Scoperte, o Padrão dos Descobrimentos, monumento costruito in onore degli esploratori del XV secolo, per raggiungere la Torre de Belém, uno dei monumenti più fotografati di Lisbona, di cui non ho visto l’interno in quanto (si dice) non particolarmente notevole.

Tornando verso il monastero, troviamo il Museo Berardo di arte moderna e contemporanea e il Museu Nacional dos Coches dove si trova una panoramica molto interessante delle carrozze utilizzate in Portogallo dal XVI secolo in poi.

Un altro museo in cui, però, non mi sono recata è il MAAT, museo di arte, architettura e tecnologia, la cui struttura è immediatamente riconoscibile e davvero ipnotica.

Per una aperitivo particolare, a metà strada tra Belém e il centro di Lisbona, facciamo tappa a LX Factory, uno spazio urbano riconvertito in bar, negozi e ristoranti dal fascino urban chic. Fate una sosta presso la Livraria Ler Devagar, una libreria dal design industriale, considerata una delle più belle al mondo.

LX Factory
LX Factory
LX Factory
LX Factory
Livraria Ler Devagar
Livraria Ler Devagar
Time Out Market
Time Out Market

Durante il vostro soggiorno a Lisbona non può mancare una cena al Time Out Market, il mercato attiguo al Mercado de Ribeira, il tipico mercato ortofrutticolo lisboeta, dove cenare presso uno dei tantissimi ristorantini e chioschi che vendono i piatti dei ristoranti più rinomati della città. Qui ho assaggiato un eccezionale camaroes al ajillo presso il Café de São Bento.

Ci sono moltissime cose da vedere a Lisbona e ancora di più da assaggiare. Qui di seguito vi lascio qualche informazione di servizio e un po' di posti dove mangiare squisitezze portoghesi e non (alcuni mi sono stati consigliati da persone del posto)

Alcune informazioni di servizio:

  • Il centro è raggiungibile dall’aeroporto con la metro, il sistema di metro non è comodissimo per gli spostamenti tra le varie zone del centro, ma la fitta rete di tram e autobus compensa la mancanza di linee capillari della metro. Presso la metro si può fare la carta Viva Viagem che consente di viaggiare sui tram, bus e metro e sui treni delle linee per Sintra e Cascais. I vari metodi di ricarica (giornaliero ecc...) sono molto intuitivi.
  • Per chi, come me, ama mangiare nelle bettole molto local consiglio di girare sempre con del contante, in quanto in quasi nessuna osteria in cui mi sono recata accettavano carta.

Posticini in cui mangiare (oltre a quelli già elencati):

  • La prima sera per cena mi sono fermata in un locale del Bairro Alto, Papo Cheio, un'osteria stupenda dove ho mangiato un buonissimo bitoque (carne marinata con uovo, riso e patate).
  • Per una cena di pesce è immancabile una tappa alla Cerevejaria Ramiro, un locale spartano e molto frequentato.
  • Per una cena un po' orientale, invece, consiglio il Boa Bao, un locale dove servono degli ottimi bao con ingredienti fusion. Consiglio la prenotazione in quanto è molto popolare.

Lisbona mi ha fatta subito sentire a casa, nonostante non sapessi una parola di portoghese e fossi una solo traveler ancora insicura e inesperta. Non ho mai sofferto la solitudine, tutto di Lisbona parlava con me, la sua atmosfera familiare e il calore del sole anche di notte mi accompagnava in ogni passeggiata, mi prendeva per mano durante le visite, mi faceva sentire accolta. 
Non ho mai avuto la sensazione di essere partita, se non quella di essere tornata.

Até logo, Lisboa, arrivederci.


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Elisabetta Marini

SMM and Content Creator, part-time mermaid, hopeless writer
Lover of whales, anatomical hearts and Sylvia Plath
Based in Italy

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